Rapinatore ucciso, si aggrava la posizione della guardia giurata

Il sopralluogo della polizia sul...

PRATO. Lo fece apposta o fu una tragica fatalità? A questa domanda dovrà rispondere il giudice per le indagini preliminari nel procedimento che vede indagato Simone Nieri, guardia giurata della Lince, per la morte di Vito Sacco, un rapinatore di 48 anni che fu trovato in fin di vita nella notte tra il 24 e il 25 aprile in via Toscana, investito da un’auto il cui conducente si era dato alla fuga. Pochi minuti prima Sacco, insieme a due complici, aveva provato a rapinare il gestore cinese di un chiosco di panini, prendendolo a martellate in testa. Nieri fu rintracciato dopo qualche ora dalla squadra mobile di polizia e in serata, assistito dall’avvocato Federico Febbo ammise davanti al sostituto procuratore Antonio Sangermano di essere stato lui a travolgere Vito Sacco in fuga, aggiungendo di essere scappato perché preso dal panico.Per questo gli furono concessi gli arresti domicliari per l’ipotesi di omicidio colposo, ma le indagini non si sono fermate e in questi giorni sono state chiuse dal pm Sangermano con un aggravamento della posizione di Nieri, che nel frattempo è tornato in libertà e continua a lavorare alla Lince, anche se senza la pistola, visto che gli è stata sospesa la licenza. Il magistrato non è convinto della versione fornita dalla guardia giurata, soprattutto dopo aver visto le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza della zona. Le immagini mostrano l’auto di servizio condotta da Nieri mentre investe Vito Sacco sulla parte destra della carreggiata e poi lo trascina per 6 o 7 lunghissimi secondi per qualche decina di metri fino alla parte sinistra.Com’è possibile che il conducente non si sia accorto che stava trascinando il corpo di un uomo per tutto quel tempo, si è chiesto il sostituto Sangermano. Simone Nieri è stato nuovamente interrogato a settembre e ha continuato a fornire la sua versione, cioè che non voleva uccidere il rapinatore in fuga, ma solo fermarlo. E che poi avrebbe perso la testa, decidendo di allontanarsi sull’auto di servizio. L’autopsia sulla salma della vittima hanno poi stabilito che Vito Sacco forse sarebbe morto comunque, ma il colpo fatale non è stato il primo impatto con l’auto della Lince. A non lasciargli scampo sarebbe stato proprio il trascinamento. Se sia stato volontario o involontario, dunque, sarà il gip a deciderlo. Al momento, nell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura lascia aperte entrambe le ipotesi, anche se propende per l’omicidio preterintenzionale. L’istituto di vigilanza Lince fece sapere fin da subito di aver e fiducia nel proprio dipendente, a cui sarebbe stato conservato il posto. Così è stato. Dopo aver terminato la custodia agli arresti domiciliari, Nieri è stato ripreso in servizio e adibito a mansioni che non prevedono il porto dell’arma. Affronterà l’eventuale processo da uomo libero.

29 settembre 2015

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