Anita, 51 anni, guardia giurata. “Per me un Natale in servizio ma troverò un istante per fare festa”

Un Natale che sarà un giorno lavorativo da «pronto intervento» per lei ma senza rinunciare agli affetti più cari. Anita Ruggieri, 51 anni, ha scelto di fare la guarda giurata per passione e racconta con orgoglio la sua esperienza. «Dieci anni fa ho capito che questo tipo di lavoro mi piaceva e ho presentato la domanda – racconta la donna – poi ho sostenuto un colloquio, un corso e i miei responsabili hanno capito che non ero affatto una mingherlina e potevo tranquillamente svolgere queste mansioni». Una riflessione in un periodo storico dove spesso regna la paura: «Questo – spiega – è un mondo pieno di paure e dobbiamo imparare ad affrontarle senza tirarci indietro per vivere con più serenità la nostra vita». Un Natale di lavoro ma «saprò vivere anche piccoli istanti di festa insieme alla mia famiglia» sorride Anita.

Termoli. Per lei il rosso sul calendario non esiste. Un po’ come le forze dell’ordine, il personale sanitario e anche i giornalisti. Se «ti tocca, ti tocca» senza troppi giri di parole.Tanto che quest’anno Natale sarà un giorno lavorativo per lei. Non in una postazione fissa ma da «pronto intervento», quindi occhio a cosa succede oltre alle abbuffate a tavola. La storia di Anita Ruggieri, 51 anni, è quella di una donna che ha scelto di fare la guardia giurata per passione e non per esigenza in tempi di crisi. Lo ribadisce con orgoglio mentre inizia a prendere servizio davanti a una banca del centro dove ha appena parcheggiato l’auto delle guardie giurate “Aquila” e controlla che tutto vada per il verso giusto mentre i clienti entrano ed escono e all’ora di punta la città è imbottita di traffico.Un Natale diverso ma senza rinunciare totalmente agli affetti più cari il suo. «Sarà fatto da istanti, ma riuscirò a trovare i momenti per stare insieme a loro». Anita, divorziata, ha due figli di 21 e 31 anni che rappresentano la sua vita. «Dieci anni fa ho capito che questo tipo di lavoro mi piaceva e ho presentato la domanda – racconta la donna – poi ho sostenuto un colloquio, un corso e i miei responsabili hanno capito che non ero affatto una mingherlina e potevo tranquillamente svolgere queste mansioni. Da allora cerco di dare il massimo impegno in quello che faccio. È’ vero sono una donna ma voglio dare anche un esempio a tante altre a non avere paura. Se poi svolgo questo lavoro evidentemente è anche una scelta di coraggio».«Sarà strano – osserva Anita – ma io non conosco la paura. Anzi, l’ho avvertita solo una volta quando ho subito un’aggressione in servizio. Per il resto non ne voglio sapere, ho solo paura che possa succedere qualcosa agli altri dato il lavoro che faccio. Questo è un mondo pieno di paure e dobbiamo imparare ad affrontarle senza tirarci indietro per vivere con più serenità». E Termoli? «Non è proprio tranquilla, soprattutto di notte credo che bisogna fare molta attenzione e lo dico in base alla mia esperienza non per sentito dire». Ma che Natale sarà? «Non solo lavorativo – sorride Anita – ma fatto di piccole cose, mi manca la famiglia ma cercheremo di restare uniti almeno nei momenti di pause, quegli attimi di felicità». L’augurio per tutti è quello che riguarda il lavoro «per chi ce l’ha e chi non riesce a trovarlo». E un augurio speciale per i figli: «Vi amo».

25/12/2015

http://www.primonumero.it/

 

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