Cagliari, la giovanissima Carlotta:”Il mio lavoro? la guardia giurata”

Cagliari, la giovanissima Carlotta:"Il mio lavoro? la guardia giurata"

Protect & Serve (proteggere e servire), lei è Carlotta, giovanissima cagliaritana, ha appena 21 anni, diplomata al liceo scientifico e di professione fa la Guardia  Particolare Giurata. Rischio, adrenalina, spirito di corpo e professionalità. In lei la Coopservice, azienda di vigilanza che opera a livello nazionale, ha voluto investire assumendola e affidandole (così come ai colleghi di squadra che ruotano su turni), il piantonamento fisso di  varie utenze regionali in città. Assieme ai suoi compagni di lavoro svolge il servizio, senza essere messa da parte perché è una donna e senza gare di antagonismo.

Fin  da quando ero una bambina il mio sogno è  sempre stato quello di indossare la divisa – dice Carlotta – così finiti gli studi liceali ho deciso di intraprendere  vari corsi che mi avrebbero potuto agevolare nei concorsi per l’esercito, come il Bls, il Blsd e il porto d’armi per uso sportivo. Ampliando le aspettative lavorative per essere indipendente ho inviato, come fanno tutti i giovani, il curriculum  un pò ovunque pronta a svolgere qualsiasi lavoro. Con mio stupore dopo qualche tempo, tra le richieste di colloquio conoscitivo che provenivano tutte dal nord e centro Italia, era presente anche quella della Coopservice, che mi ha interessato per il fatto che l’opportunità di lavoro era in Sardegna. A differenza delle credenze popolari, essere una g.p.g. non è  facile come tanti anni fa quando le persone venivano armate e messe davanti a una porta. Oggi, prima dell’ assunzione, la Coopservice mi ha istruito con dei corsi formativi che trattavano svariati argomenti : dal più semplice e quasi banale, come indossare una divisa, al più  complesso, come intervenire gestendo le situazioni  di criticità per salvaguardare i beni o prestare soccorso alle persone all’ interno degli stabili. Nonostante siano passati vari mesi dal mio primo giorno  di lavoro,  continuo a notare nelle persone lo stupore del vedere una giovane ragazza con un arma sul fianco. Qualcuno mi ha domandato, indicandola, “ma è  vera?” provocando una risata generale, ma le domande successive  riguardano sempre le motivazioni di questa scelta. Lavorare con un arma sul fianco porta inevitabilmente tante responsabilità, dal maneggio in sicurezza alla custodia. Frequento regolarmente il poligono perché  come mi è  stato insegnato “ la conoscenza dell’arma non è  mai sufficiente  e va utilizzata sempre con “rispetto”. Da notare infine che la Coopservice  ha assunto nei vari appalti in cui è risultata vincitrice, un gran numero di dipendenti della ex Vigilanza  Sardegna  che si stavano ritrovando senza lavoro.

http://www.castedduonline.it/

07/03/2016

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